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L’Innamorato di Natura

 

Il 21 Giugno del 2004, come ultimo paziente della giornata, entra nel mio studio Paolo Lucarelli (nel ricordarlo sono già commosso); in quegli anni nella sezione della scheda dei pazienti dove scrivo le prime diagnosi (costituzionale e miasmatica) avevo aggiunto una voce, “uomo numero” dove scrivevo la mia prima impressione, rifacendomi alla scala numerica indicata da Gurdjieff che era solito assegnare un numero in base al grado di evoluzione individuale; sommariamente secondo questa scala gli esseri umani “normali” vanno dal numero -3 al numero +3 a seconda della parte di cervello dominante tra quello razionale, emozionale (o Noetico) e istintuale (o Rettiliano), tutti indicati da Gurdjieff come esseri dormienti a meno che non abbiano intrapreso una delle tre vie di ricerca (e risveglio) “classiche” (la Via del Fachiro, la Via del Monaco e la Via dello Yogi); vi sono poi gli uomini e donne numero 4 (quelli che avendo integrato i tre cervelli cercano qualcosa oltre le tre vie indicate in precedenza, a loro è dedicata la via di ricerca fondata dallo stesso Gurdjieff, e per questo chiamata Quarta Via, che dovrebbe portarli ad essere dei ‘5’). Gli uomini numero 5 sarebbero coloro che hanno iniziato a vedere (essendosi svegliati, posizione dalla quale non si retrocede), seguiti di nuovo da una posizione intermedia, quella degli individui numero 6 che cercano la realizzazione che avviene al livello 7 (altro livello dal quale non si retrocederà più, paragonato da Gurdjieff a quello di un Buddha realizzato); a questo livello si comincia a parlare di individui con una Coscienza cristallizzata che li porta agli accessi superiori: Uomini numero 8, 9, 10, 11 e 12.
All’ingresso di Paolo nel mio studio mi sorprendo a scrivere: ‘Uomo numero 6/7’ !!!??? (ma chi e è entrato!!!???). A questa prima impressione seguirà una visita particolarissima, durante la quale  – tra le altre cose – scopro che il libro che ho sulla mia scrivania a casa dalla sera prima, e che non ho ancora aperto – Il tempio dell’Uomo di René Adolphe Schwaller de Lubicz, nell’edizione italiana -, è corredato da un’introduzione e note proprio dell’Uomo che mi trovo di fronte e del quale non sapevo niente (sincronicità!?); della serie: uno studia e cerca per il mondo, per poi scoprire che il “suo” Maestro abita a pochi chilometri da lui. Da casa mia a casa sua solo 12 km, come scoprirò 15 giorni dopo il nostro primo incontro, quando, sentendoci per telefono, mi sento proporre di mangiare una pizza insieme per provare a confrontare la visione di un fisico (lui) e quella di un omeopata (io) su certe “questioni”; incuriosito dalla proposta, accetto e la nostra prima chiacchierata si protrae per l’intera notte (rientrerò a casa alle 07.20 del mattino), la notte più importante della mia vita quando vengo introdotto allo studio della tradizione ermetica e dell’Alchimia tradizionale.
Non racconterò altro di questo primo incontro, né di quelli seguenti: con Paolo ci siamo poi visti settimanalmente sempre facendo l’alba ad insegnare (lui) e ad apprendere (io); ancora oggi a distanza di otto anni dal suo “trapasso”, non senza sorpresa mi trovo a “distillare” qualcosa che lui ha instillato in me in quella prima notte.
La mia conoscenza, così come la mia pratica di ambulatorio (ancor prima che di laboratorio, se mai ne avessi uno) devono a Paolo molto, ho appreso più di quanto credevo di poter trovare, proprio non immaginavo neanche di poter accedere alla “visione” che Paolo mi ha mostrato.

Ecco come Paolo Lucarelli raccontava del suo Maestro, Eugène  Canseliet:

“Dimenticavo di dirvi che tutto era in pace in quella casa, dalle pietre del giardino alle tegole del tetto; il mondo aveva smesso di vorticare, le cose si erano cristallizzate, i contorni addolciti. Se dovessi descrivere il Maestro in poche parole, il che sarebbe in ogni caso impossibile, direi: è un uomo pacifico.
Mi è stato chiesto: cosa devi al tuo Maestro? Ci si aspettava forse che rispondessi: “l’iniziazione ai Misteri”.

Ecco ancora un vocabolo che ci suggerisce immagini fasulle: caverne tenebrose dove un qualunque ierofante di una setta segreta vi conduce di fronte a un altare per un rito complicato, alla fine del quale qualcuno vi mormorerà all’orecchio “la parola”. E’ più semplice e molto più difficile. Potete passare vicinissimo al santuario e non lo vedrete. Incontrerete il Maestro e non lo riconoscerete.

Avete mai goduto il privilegio di condividere i tesori di un bambino? Gli occhi ridenti, ma con grande serietà, vi mostrerà una spirale di ferro o una pallina di vetro colorato e sta a voi capire che il tesoro non è li, ma che quelle piccole cose sono le chiavi per entrare nel mondo delle fate, dove tutto è meraviglioso e tutto è possibile. Piccole cose che si trovano dappertutto; per riconoscerle bisogna solo che un bambino le scopra per voi, e questo capita così di rado!

Il Maestro, nella sua bontà, ha aperto la porta del santuario. Come un bambino, mi ha svelato i suoi tesori.
La mia iniziazione, per cui posso ben dirgli, usando le parole di Pirofilo:

Vi sono debitore di tutto ciò che so e di ciò che spero ancora di conoscere penetrando nei misteri Filosofici…Non mi resta che rendervi umilmente grazie del fatto che avete voluto trattarmi da Figlio della Scienza, parlarmi sinceramente e istruirmi in misteri così grandi tanto chiaramente e intelligibilmente quanto è permesso fare, e quanto mi sarei potuto augurare. Vi dichiaro fermamente che la mia riconoscenza durerà quanto la mia vita.”.

(così Paolo Lucarelli ricordava Eugène Canseliet, ed è sottoscrivendo ogni Sua parola che io gli rendo grazie…Claudio Colombo)

Paolo Lucarelli è nato a Torino il 27 Settembre 1940; dopo aver studiato al Liceo classico Cavour, appassionandosi al latino ed al greco, si iscrive all’Università e – forse rispondendo al proprio intimo bisogno di ‘leggere’ nel cuore della Natura – consegue la Laurea in Fisica.

La sua prima esperienza di lavoro è presso l’Istituto Galileo Ferraris, sempre a Torino, presso cui si dedica alla ricerca in metallurgia. Più tardi, entrerà in un noto gruppo privato, sempre con un incarico sullo studio della materia.

Un giorno, come accade talvolta, la lettura di Fulcanelli lo porta a interessarsi di Alchimia. Ed è grazie ad un amico torinese che riesce ad ottenere l’indirizzo di Maître Eugène Canseliet: Paolo Lucarelli si reca così a Savignies nel Febbraio 1975 per incontrare l’unico discepolo di Fulcanelli. L’incontro sarà determinante per il giovane ‘innamorato di Natura’: accanto allo studio serrato dei testi alchemici inizia la propria sperimentazione. Nove mesi dopo, il 22 Novembre 1975, accompagnato dalla moglie Angela, incontra nuovamente Canseliet: “…Resta tra i miei più cari ricordi quello splendido pomeriggio di tiepido autunno quando accompagnai da Canseliet mia moglie, tanto ansiosa di incontrarlo. Fu come sempre affettuoso e gentilissimo nei riguardi della coppia di Innamorati della Dottrina che bussava rispettosamente e un po’ intimidita alla sua porta.”.

Il Maestro e l’allievo si vedranno anche altre volte a Parigi, e Lucarelli stringe un’amicizia fraterna con Jean Laplace, anche lui allievo di Canseliet. Quando il buon Maître lascerà questo mondo nel 1982, Lucarelli e Laplace resteranno – seppur tradizionalmente discreti – i più importanti punti di riferimento in Italia e in Francia per gli appassionati dell’Antica Arte alchemica.

Ma, nel 1996, anche Laplace abbandona questa manifestazione: Paolo Lucarelli, addolorato per la perdita dell’amico, del suo Compagno di Viaggio, si ritrova improvvisamente sulle spalle la pesante responsabilità iniziatica nel solco della  tradizione del proprio Maestro.

L’emozione, profonda, lo porta a sottolineare senza posa al ristretto gruppo di allevi operativi che ruotano attorno a lui i limiti della condizione umana, accanto all’inevitabile solitudine di chi si avvicina, pian piano, alla Conoscenza del Sacro: “Initium Sapientiae est timor Dei’.

Nel corso dei suoi numerosi saggi d’Alchimia, come traduttore e glossatore di alcune opere curate per le Edizioni Mediterranee, Lucarelli mostra con candida passione l’evoluzione del proprio percorso alchemico, tanto a livello di studio che operativo. I testi si fanno via via più semplici, il linguaggio si raffina verso l’essenziale, assume sempre più l’espressività appresa dalla Natura sperimentata e contemplata in atto, simile a quello dell’antico ‘Filosofo della Natura’ che descrive ai propri compagni, con umiltà e sapienza, l’essenza purissima di Madre Natura.

Fisico di formazione, profondo conoscitore del latino e del greco, ora alchimista nel senso più puro del termine, Lucarelli indica in modo inequivocabile, ma con tranquilla eleganza, il modo con cui ci si debba o possa mettere in cammino verso la Conoscenza della Natura in Alchimia. Raccoglie l’eredità spirituale del più vecchio étudiant di Francia, come amava definirsi Canseliet, e – per la prima volta nella storia dell’Alchimia – indica con chiarezza l’esistenza della Via Universale, o Via Breve. Sarà l’ultimo suo lavoro editoriale – la nuova edizione e traduzione de Il Mistero delle Cattedrali di Fulcanelli – a mostrare il valore rivoluzionario del suo contributo all’Arte: l’introduzione magistrale e – soprattutto – l’imponente apparato dei suoi commenti al testo sono la testimonianza netta del profondo Amore di Lucarelli per la Gran Dama, come dell’affetto che nutriva verso tutti coloro che si trovano ad iniziare il lunghissimo viaggio verso Madre Natura.

Incurante delle lodi o delle critiche, entrambe scontate, Paolo Lucarelli si prodiga in una serie di incontri, in pubblico e in privato, per aiutare i Cercatori a ritrovare la Via verso l’Alchimia semplice e antica. Sceglie di firmare un solo breve testo d’Alchimia, Lettere Musulmane: è una profonda immersione nella visione intima dell’alchimista, mediata dall’antica cultura iranica, sulla trasformazione fisica e spirituale dell’operatore d’Alchimia. Il suo impegno in Laboratorio aumenta, e alla fine Paolo Lucarelli, l’allievo di Canseliet, a sua volta allievo di Fulcanelli, raccoglie i pomi d’oro nel ‘Giardino chiuso e protetto dal Drago’. E’ dunque con meravigliosa serenità che Paolo Lucarelli abbandona questa manifestazione, a Borgarello, in provincia di Pavia, il 14 Luglio 2005.