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Nella scuola di mia figlia (che frequenta la 5° elementare di una scuola pubblica) si è pensato bene di invitare, senza informare i genitori naturalmente, una associazione che si occuperebbe di informazione su “prevenzione e cura della patologia tumorale”; alla fine di tale intervento gli alunni sono stati invitati ad acquistare un diario per contribuire a finanziare la ricerca, mentre il volantino lasciato per i genitori riporta i numeri di riferimento per gli ambulatori di prevenzione e cura della patologia in oggetto…

Questo è lo spunto per riportare uno studio apparso su una delle più note e autorevoli riviste scientifiche (in ambito allopatico): Lancet.

Lancet ha pubblicato tempo fa uno studio sui tumori broncopolmonari inoperabili dal titolo: “Treatment of inoperabile carcinoma of bronchus” firmato da Laing, Berry e Newman. Un gruppo di pazienti è stato trattato con chemioterapia, un altro gruppo identico di controllo è stato trattato solo con farmaci palliativi; questi ultimi pazienti hanno avuto una mediana di sopravvivenza oltre che doppia rispetto a quelli che hanno fatto la chemioterapia; “ovviamente” il dato non è stato pubblicizzato sui mezzi di informazione.

Quando vengono organizzate le giornate della vita e questue varie questi dati non vengono forniti, il messaggio al pubblico è molto diverso.
Secondo il più ampio e noto studio clinico (una metanalisi, ossia una raccolta di indagini pubblicate su diverse riviste scientifiche e analizzate collettivamente con metodi statistici, che riunisce i maggiori studi clinici sull’impiego della chemioterapia effettuati in Australia e negli Stati Uniti, dal gennaio 1990 al gennaio 2004, riferito ad un totale di 225000 pazienti affetti da 22 tipi diversi di tumore, trattati con farmaci antitumorali) pubblicato da Morgan G., Wardy R. e Barton M. “The contribution of cytotoxic chemotherapy to 5 year survival in adult malignancies” sulla prestigiosa rivista oncologica Clinical Oncology il 16 dicembre 2004; 16: 549-60, il contributo della chemioterapia antitumorale alla sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi di cancro non è superiore al 2%. È bene evidenziare che secondo un criterio internazionalmente condiviso al di sotto del 30% di risultati una cura si ritiene inutile. Nell’introduzione a questo lavoro si legge: “(…) Molti medici continuano a pensare ottimisticamente che la chemioterapia citotossica possa aumentare significativamente la sopravvivenza nel cancro (…) In realtà, malgrado l’uso di nuove e costosissime combinazioni di cocktail chimici (…) non c’è stato alcun beneficio nell’uso di nuovi protocolli terapeutici”. Alle stesse conclusioni era giunto, diversi anni prima, Abel Urich che nel 1992 pubblicava una revisione critica sugli effetti della chemioterapia antitumorale, facendo notare che: “(…) Molti oncologi danno per scontato che la risposta alla chemioterapia prolunghi la sopravvivenza, un’opinione basata sull’errore e non sostenuta da alcuna prova clinica (…)”.
Per l’entusiasmante risultato di una sopravvivenza del 2% a 5 anni, lo Stato Italiano spende il 32,37% dell’intera spesa farmaceutica (Rapporto dell’Agenzia Italiana del Farmaco-Registro farmaci oncologici sottoposti a monitoraggio-Rapporto 2007, p. 5). Il fatturato annuale in Italia della chemioterapia è di 1.341 milioni di euro su 4.142,6 di spesa complessiva per i farmaci. Lopez, su “GacMed Mex, 1998, marzo-aprile, 134 (2): 145-5”, ha accertato che metà dei pazienti, sopravvissuti a cinque anni, nel lungo termine muore per tumore (dopo essere stati dichiarati guariti). È documentata anche l’inaccettabile percentuale di mortalità da chemio denunciata da un’agenzia della Reuters Healt (Wesport, CT 2001-05-17): “Unexspected high mortality rated associated with chemoterapy regimen” (“Non ci si aspettava un tasso di mortalità così elevato associato ai protocolli chemioterapici…”). Il dato è confermato dalla pubblicazione di Gerrard [Br. J. Cancer, 1998, giugno 77 (12) 281-5] con l’11% di decessi, non causati dal tumore ma unicamente da chemioterapia in alcuni protocolli oncologici relativi a malattie linfoproliferative…